Olivicolo - 20 Jul 2018

BOLLETTINO FITOPATOLOGICO N. 02 del 18/07/2018 MONITORAGGIO MOSCA DELL’OLIVO – Bactrocera Oleae

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Olivicolo - 12 Jul 2018

BOLLETTINO FITOPATOLOGICO MONITORAGGIO MOSCA DELL’OLIVO – Bactrocera oleae - N. 1 dell'11/07/2018

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Olivicolo - 12 Jul 2018

BOLLETTINO SETTIMANALE DI DIFESA INTEGRATA PER LA COLTURA DELL’OLIVO - n.8 dell'11 Luglio 2018

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Olivicolo - 21 Jun 2018

Bollettino n. 05 del 20 Giugno 2018 Validità fino al 27 Giugno 2018

CAMPAGNA FINANZIATA CON IL CONTRIBUTO DELL’UNIONE EUROPEA E DELL’ITALIA 

BOLLETTINO SETTIMANALE DI DIFESA INTEGRATA PER LA COLTURA DELL’OLIVO

Redatto dai tecnici operatori all’interno del progetto Reg. UE 611/615-2014

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Olivicolo - 07 Sep 2017

BOLLETTINO FITOPATOLOGICO N°: 08 del 06/09/2017

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Olivicolo - 21 Aug 2017

MONITORAGGIO MOSCA DELL’OLIVO Bollettino Fitopatologico n°05 del 16/08/2017

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Olivicolo - 01 Aug 2017

MONITORAGGIO MOSCA DELL'OLIVO - Bollettino Fitopatologico n. 02 del 26.07.2017

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Olivicolo - 20 Jul 2017

MONITORAGGIO MOSCA DELL'OLIVO - Bollettino Fitopatologico n. 01 del 19.07.2017 - Valido fino al 25.07.2017

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Olivicolo - 02 Dec 2016

BILANCIO OLIVICOLO 2016

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Olivicolo - 19 Jul 2016

Olio: piena soddisfazione per l'approvazione dei nuovi parametri degli acidi grassi

Agrinsieme commenta la decisione del Coi: "Bene l'aumento dei limiti, prioritario difendere gli oli di qualità che per pochi decimali non potevano essere commercializzati come extravergine. Ora agire subito sul regolamento Ue per essere operativi con l'avvio della prossima campagna produttiva".


Piena soddisfazione di Agrinsieme per l'approvazione da parte del Consiglio oleicolo internazionale dei nuovi parametri degli acidi grassi.


"Attendevamo fiduciosi l'esito dei lavori del Coi, dopo il parere positivo espresso dagli esperti chimici ad aprile -spiega il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari-. Con questa decisione del Consiglio, i limiti dell'acido eptadecanoico ed eptadecenoico saranno innalzati rispettivamente a 0,40% e 0,60%, mentre per l'acido eicosenoico il limite viene fissato a 0,50%. Un risultato frutto del proficuo dialogo con il Mipaaf".

Agrinsieme, infatti, aveva evidenziato al ministro Martina le difficoltà riscontrate dai produttori nel rispetto dei parametri di taluni acidi grassi previsti per la definizione di extravergine, evidenti per varietà come Carolea e Coratina, e aveva chiesto una rettifica al regolamento europeo per consentire ai produttori di rientrare nei limiti dell'extravergine. Un'istanza portata avanti anche nell'incontro recente della delegazione di Agrinsieme con il direttore del Coi e nei lavori del Gruppo di dialogo civile con la Commissione a Bruxelles.

"Questo è il risultato che attendevamo. Per noi era una priorità tutelare gli oli di qualità, che per pochi decimali di scarto rispetto ai valori definiti non potevano essere commercializzati come oli extravergine. Ora, sulla base di quanto deciso dal Coi -ribadisce il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Aci agroalimentare- è necessario modificare in tempi brevi il regolamento comunitario per essere operativi già entro l'inizio della prossima campagna produttiva". 


Olivicolo - 07 Jul 2016

Extravergine d'oliva: spremuta di "monocultivar" tendenza vincente. In ballo 1 miliardo d'euro

In occasione del 50esimo compleanno del Cno-Consorzio nazionale degli olivicoltori, i produttori italiani lanciano la sfida commerciale con oli di qualità ottenuti da singole varietà di olive: tra 10 anni dire olio extravergine d'oliva significherà poco. Come per il vino i consumatori chiederanno la cultivar da cui è stato estratto l'olio.


Leccino, coratina, frantoio, moraiolo, ogliarola e barese, nei prossimi anni entreranno nel lessico comune al pari di sangiovese, merlot, barbera, nebbiolo e negroamaro. La nuova sfida nella commercializzazione dell'olio extravergine d'oliva italiano passerà proprio attraverso questo cambiamento copernicano: bottiglie d'olio "monocultivar".L' extravergine d'oliva dovrà puntare sulle differenziazioni per superare l'impasse di un prodotto che non vince la sfida dei mercati e dei prezzi, perché indifferenziato agli occhi del consumatore.  


Il valore aggiunto di questa operazione peserebbe per almeno un miliardo d'euro. A dare questa stima e ad indicare la nuova tendenza è il Cno-Consorzio nazionale degli olivicoltori, che in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua costituzione, ha promosso un meeting internazionale a Roma per fare il punto della situazione del comparto a 360 gradi.


Nonostante i segni positivi dell'export e un fatturato da circa 3 miliardi di euro l'anno, il segmento dell'olio extravergine d'oliva nel nostro Paese è attraversato da molteplici difficoltà: margini esigui per i produttori d'olive, poco ricambio generazionale nei campi, contraffazioni massicce e politiche poco lungimiranti, che hanno posto i nostri olivicoltori in una posizione di debolezza nella competizione internazionale. Al di là delle contingenze come la Xylella, che pesa milioni di euro, o la confusione normativa sulla commercializzazione e sull'etichettatura (scadenza si, scadenza no), per il settore olivicolo-oleario italiano serve una nuova strategia di lungo respiro.


Se tanto bene può fare un "Piano olivicolo nazionale" che immetta però risorse "vere" nel comparto per innovare, su fronte della commercializzazione del prodotto sicuramente sarà decisiva l'alleanza con i consumatori. Infatti, un consumatore consapevole che chieda al mercato "olio extravergine d'oliva di moraiolo" certificato e tracciato dalla pianta alla bottiglia, farà la differenza sostanziale. Secondo gli esperti del Cno le potenzialità ancora inespresse dal comparto sono enormi, solo se si pensa come non sia portato a valore l'effetto salutistico del prodotto. Tanto che, proprio il Cno, da anni accompagna una ricerca dell'Università di Bari, volta a dimostrare i benefici concreti che il regolare consumo di olio apporta all'organismo umano, anche nella prevenzione del cancro. Tale studio, si concentra tra l'altro, specificatamente sugli effetti dell'assunzione di oli extravergini, ottenuti dalla spremitura di singole cultivar di olive, da parte di una campionatura di pazienti colpiti da diverse patologie. Detto ciò, il Cno stima che una giusta evoluzione del comparto, ovvero con la rimessa in produzioni delle piante "dormienti" e con l'entrata di almeno 10 mila giovani nelle aziende, il fatturato complessivo del Comparto toccherebbe almeno quota 5 miliardi.


E' convinto di questo il presidente nazionale del Cno, Gennaro Sicolo che ha sostenuto: "Abbiamo l'oro nelle mani e lo vendiamo come stagno, probabilmente le colpe non sono tutte nostre ma dobbiamo accogliere la sfida e mettere in campo nuove idee. Io credo che il salto di qualità lo faremo producendo e promuovendo gli oli extravergini d'oliva mono-varietali. Probabilmente tra cinquant'anni dire olio extravergine d'oliva sarà come dire vino, quindi una definizione generica che non dà connotazione al prodotto.


Mentre il presidente nazionale della Cia-Agricoltori Italiani si concentra su un altro aspetto: "Per anni è stata fatta una battaglia di retroguardia, pensando che bastasse dire che un olio d'oliva era italiano, per reputarlo migliore di altri, quindi, più remunerativo. Questo potrebbe essere anche vero, anzi lo è, ma la storia ci sta dicendo che l'italianità non può essere l'unico elemento per vincere sul mercato. La lotta alle contraffazioni, all'italian sounding, temo non si vinca oggi, perciò bisogna essere capaci di aggirare l'ostacolo. Per il comparto servono strategie lungimiranti che guardino al mondo, interpretando le richieste dei consumatori e offrendo loro un prodotto inimitabile".


Olivicolo - 24 Jun 2016

DECRETO SANZIONI OLIO


In allegato troverete le principali sanzioni.

 

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